sabato 7 maggio 2011

Medji - Fessure vallesane

Alle 6.30 partiamo dalla caserma in direzione Vallese, la nostra meta è Medji, una falesia con belle fessure di gneiss rosso nel bosco sopra St Niklaus nella Mattertal. Le vie sono spittate... tranne qualche tiro lasciato clean... ad esempio il tetto fessurato di 7a della via Unendliche Geschichte! Noi abbiamo salito AC/DC cinque tiri fino al 6c+ nel settore sx, la via è bellissima!! (spittata) e Eva Luna, tre tiri molto belli fino al 6c+ con molti incastri...! (spittata)
Il posto vale una visita, andateci!

Purtroppo non ho foto quindi ne carico una da internet..

venerdì 22 aprile 2011

Richard cranium memorial - Les Droites - Tentativo Solo

Torno sotto questa parete, voglio salire questa via di Twight della quale ho più volte letto nelle sue confessioni. Sono ancora solo, le condizioni sono ancora buone; supero la crepaccia con un salto piantando le picche nella neve, tengono. Salgo veloce quasi correndo i pendii di neve ghiacciata e rocce poi neve e di nuovo più ripido su ghiaccio vivo, i polpacci bruciano ed è tardi (sono salito con la terza funivia..), sono alla base delle goulottes superiori a circa metà parete, mi manca la pompa necessaria per forzare la via. Inizio a calarmi e ci metto più tempo che per la salita.. Salendo avevo fatto attenzione ai cordini e agli abalakov ma scendendo mi sembra tutto diverso. Ripasso la crepaccia ora con la sicurezza della corda, mi preparo svogliatamente al ritorno verso la funivia dei Grand Montets. Fa molto caldo so che devo fare attenzione ai ponti di neve, la traccia è buona ma c'è qualche passo infido; sfondando negli ultimi cento metri maledico la mia scelta di essere venuto in giornata poi corro su per le scale metalliche e prendo l'ultima corsa direzione Argentiere.
Fallire in questo modo è l'unica cosa che mi spinge ad allenarmi ancora di più, ad affinare la tattica e la tecnica; a scrutare e poi a correre.






domenica 17 aprile 2011

Specialisti di Montagna - Andermatt

Il 14 marzo è iniziata la mia avventura ad Andermatt come Specialista di Montagna; dopo un mese trascorso posso dire di essere soddisfatto! La Scuola Reclute dura cinque mesi e fino ad ora ho completato le quattro settimane di formazione di base come soldato e la settimana di test d' ammissione per iniziare la formazione alpina. Lunedì 18 aprile si inizia con teoria meteo e arrampicata!
Ho subito trovato ragazzi in gamba con i quali andare a scalare e dopo le prime settimane molto dure e stancanti (prendere il ritmo non è così facile) sono partito con un camerata in direzione Supercouloir al Tacul!

domenica 10 aprile 2011

Supercouloir Tacul

Con il camerata Jonas attraversiamo tutto il Vallese da Andermatt in direzione Cham! Fa caldo ma le condizioni non dovrebbero essere male.. Sabato tra orde di giapponesi arriviamo al Cosmiques e la mattina dopo veloci con gli sci andiamo al Super! Tre cordate hanno attaccato già nella notte, una di queste andrà fino in cima. Il nostro tempo è poco, alle undici di sera dobbiamo essere di nuovo in caserma ad Andermatt.. attacchiamo alle 6.30, con gli scarponi le due lunghezze di mezzo del pilier Gervasutti danno una buona sveglia! Saliamo comunque veloci e senza grandi problemi fino al termine delle difficoltà, le condizioni sono buone! Le nuove luccicanti soste ci permettono una discesa ancora più veloce.. Poi il sole e il caldo estivo ci cucinano per bene fino all' Aig du Midi ma questa è solo routine!
La salita è meravigliosa, la prossima volta l' obiettivo è attacco diretto più uscita in cima..















domenica 6 marzo 2011

Bumiller Piz Palù - Tentativo

Con Francesco è da un po' che pensiamo ad un invernale... è ora di andare! (è già marzo).
Così ci troviamo alle otto al parcheggio del Morteratsch con due zaini belli grossi ma essenziali! il nostro progetto prevede di arrivare alla base della nord dei Palù, bivaccare e salire la via Bumiller (sperone centrale). Piazziamo la tenda in mezzo al pianoro sotto alla parete a 3000 m. proprio di fronte alla nostra via  che non smettiamo di fissare (è bellissima, perfetta e inquietante). Battiamo traccia fino all' attacco, il giorno dopo saliremo a piedi e con zaini leggeri! A breve il sole se ne va e ci rendiamo subito conto che fa un bel freddo... tempo di fare cena e tutto è congelato, passiamo la notte tra musica, dormiveglia e una temperatura tra in -20 e i -25 gradi. La sveglia suona alle 4.30, la tenda è un pezzo di ghiaccio e fuori si fatica a vedere le stelle, è buio pesto (luna nuova). Scaldare un po' d' acqua, mettere gli scarponi e preparasi è una tortura, bisogna uscire dal sacco a pelo e... muoversi! Alle sei partiamo, è già chiaro, in breve giungiamo sotto alla seraccata e iniziamo un lavoro di battitura estenuante, la neve arriva al bacino, la progressione è penosa, sotto a tratti ghiaccio duro. Per guadagnare tempo saliamo una cascatella che ci permette di superare una fascia rocciosa senza doverla aggirare poi ancora neve e roccette (terreno infido e precario) fino ad arrivare in cresta (ghiaccio grigio durissimo e accumuli). Siamo due ore in ritardo rispetto alla tabella di marcia, le condizioni non sono buone... ma attacchiamo ugualmente le rocce. Saliamo tre impegnativi tiri con piccozze e ramponi, anche qui le condizioni sono pessime, una quarantina di cm di neve polverosa sulle rocce intasano fessure e cenge, niente neve trasformata, niente ghiaccio (ci rendiamo poi conto che lo sperone non prende MAI sole...), da giù sembrava meglio. Siamo a metà via, alla base del grande gendarme, fa un freddo cane ed è tardi, o forziamo l' uscita con l' incognita dei pendii terminali e ritorno sicuramente al buio (c'è la possibilità di battere traccia come per l' attacco) o improvvisiamo una ritirata (abbiamo una sola mezza da 60 e attrezzatura al limite, fast and light è il nostro motto...). Optiamo per scendere e con qualche doppia, due fettuccie, un cordino, una vite abbandonati e un po' di ingegno e concentrazione torniamo alla base!
Corriamo contro l' ombra che a grandi falcate sta per raggiungere la nostra tenda... abbiamo bisogno di sole, di caldo, il freddo ci ha stroncati. Velocemente impacchettiamo tutto (sempre con lo sguardo fisso alla Nostra via) e ci buttiamo giù per il ghiacciaio del Morteratsch tra bella polvere e gobbe! Gli zaini pesanti non permettono una grande sciata ma ci divertiamo lo stesso!
Raggiunta l' auto ci scoliamo un litro di birra svizzera a testa e partiamo per Milano.

Il freddo patito, la fatica per portarci dietro tutto il necessario e per batter traccia e la precarietà dell' arrampicata non hanno fatto altro che sparare alle stelle la nostra voglia di fare questa via! Sarà per l' inverno prossimo in rigoroso stile clean, fast and light!

Le condizioni per scalare non sono buone, una cordata ha attaccato la Zippert ma si è ritirata subito dopo la crepaccia per troppa neve; sono invece ottime per lo scialpinismo, chi ha salito il Palù in questi due giorni si è fatto una gran sciata!








Fra congelato

Io congelato





martedì 1 marzo 2011

Salto del Nido

Nell' incertezza delle condizioni ci troviamo con Andrea in viaggio per la val Febbraro... la scelta si rivelerà ottima! Temperature primaverili e cielo tendente al bello ci accolgono a Isola, in giro solo noi.
La nostra meta è il Salto del Nido, una grande e corpulenta muraglia di ghiaccio blu, oggi in ottime condizioni (espo N, le altre cascate della valle --> espo S crollano...). La traccia è buona e veloci a piedi (zero neve recente) arriviamo all' attacco poi superiamo la bella cascata con quattro tiri seguendo una linea centrale, molto bello il tiro d' uscita!
Qualche doppia su alberi e di corsa a mangiare in riva al lago!











Salto del Nido III 4+/5 220 m.

Espo: Nord
Quota: 1650 m.

Accesso:

Chiavenna, Val San Giacomo, Isola. Si imbocca la strada per la Val Febbraro e si parcheggia poi a piedi si seguono i cartelli che indicano la cascata della val Febbraro. Si entra in valle dopo alcuni abitati e si scorge la muraglia ghiacciata in alto sulla sx, per ripido pendio tra alberi all' attacco.

Salita:

La cascata offre linee più o meno verticali ( difficoltà: 4+/5) ma l' uscita rimane obbligata.
Circa 4/5 tiri.

Discesa:

Sulla dx idrografica a piedi e con doppie su alberi.



venerdì 25 febbraio 2011

Tentativo Torrione di val Farina - via Giochi di Potere

Questa era la classica via che mi aveva sempre incuriosito sfogliando la guida... quella che volevo sempre andare a vedere ma poi cadeva in secondo piano. Oggi mi decido e vado; voglio provare una solitaria in questo posto dimenticato da tutti anche se vicinissimo alle classiche lecchesi. Lasciato alle spalle il rifugio Piazza (e il sole) si entra in un ambiente desolato e cupo... dopo una discesa con catene si giunge alla base del canalone detritico di val Farina. Da qui con fatica e molta attenzione si guadagna quota su detriti (massi) del tutto instabili poi sotto al torrione si prende il canale di destra... neve dura, alberi sradicati, cumuli di terra ghiacciata e massi instabili... con qualche passaggio delicato si arriva all' attacco (non usare le vecchie e marce corde fisse!). L' ambiente circostante non è accogliente, si sentono scariche dai canali vicini e fa freddo (espo SW ma il sole almeno nella parte bassa arriva al pomeriggio). Il primo tiro è un 6a in fessura leggermente strapiombante, parto... al secondo movimento mi salta una tacca (so che la roccia non è ottima,  controllo tutte le prese), continuo, metto il primo rinvio e mentre sto per far passare la corda viene via la lama a cui sono attaccato! riesco ad afferrare il rinvio ed evito di cadere alla base! pazienza, continuo e raggiungendo il secondo spit mi saltano altre due tacche (sto facendo attenzione, non mi appendo a caso), rinvio, faccio per continuare nella fessura e scopro che è ricoperta da due millimetri di ghiaccio per circa cinque metri... provo a destra ma si stacca un' altra scaglia! Sono a dieci metri da terra (al secondo spit) e mi sono saltate cinque prese e la fessura è verglassata!!! Lascio una maglia rapida e mi calo. Per fortuna con una doppia riesco ad evitare la parte più scabrosa del canale di accesso poi in qualche modo ridiscendo il canale detritico e ritorno di corsa verso il Piazza e a Rancio!
Sapevo che non avrei incontrato condizioni ottimali --> roccia mediocre, freddo, ravanage ecc... ma così è troppo!
Beh ho visitato finalmente questo Torrione e non credo di tornarci presto!!
L' ambiente è isolato, solitario e severo, il tutto a due passi dalle zone più battute il che rende questo posto molto particolare e può giustificare una visita.

Poi, io ho salito 10 metri della via, ne rimangono 200 e continuando potrebbe essere meglio oppure venendo in altra stagione si ha tutt' altro approccio...

Se volete andare, trovate info dettagliate sul sito di Paolo e Sonja. La via è Giochi di Potere.